Le dichiarazioni di Fausto Rossi dopo l’1-1 all’Albinoleffe Stadium.
«Per il campionato che vogliamo fare sono due punti persi, è stata una partita molto episodica, rimanere in 10 ci ha condizionato parecchio. Ci siamo abbassati e abbiamo trovato il gol con rabbia e cattiveria, abbiamo lottato ma sulla stessa disattenzione loro, abbiamo preso gol anche noi. Se vuoi vincere il campionato non puoi permettertelo, perché sono quelle piccolezze che fanno la differenza e purtroppo ci fanno perdere due punti. Dobbiamo parlare poco e lavorare, cercare di crescere, migliorare e maturare, amalgamarci bene, perché è vero che la squadra è cambiata parecchio e alcune situazioni sono da mettere a posto, dobbiamo stare insieme in campo per conoscerci meglio e capire le caratteristiche di ognuno.
Arrabbiato? Sono parecchio arrabbiato, sono uno che quando perde anche in allenamento rosica, però dispiace perché la mentalità sarebbe quella di vincere sempre, andiamo a casa con un punto.
Rossi ha indossato la fascia di capitano.
«Fa molto piacere essere il capitano, l’ho già fatto anche in passato, è un attestato di stima che mi fa piacere ma in squadra siamo tanti capitani, ci son tanti ragazzi bravi e tanti ragazzi di personalità e carattere. Chi porta la fascia può essere la persona un po’ più rappresentativa ma sono aiutato dai tanti giocatori di spessore che questa squadra ha e penso che il tempo lo dimostrerà.
Continuità? L’anno scorso potevo dare continuità ma purtroppo son stato bloccato da quel brutto infortunio, non riuscendo a fare quello che è nelle mie capacità. Ho lavorato forte tutto il ritiro per farmi trovare pronto, il mister mi ha dato fiducia, ma penso che devo lavorare ancora molto, fisicamente sto bene e penso di poter dare una mano sia al mister che alla squadra. Mi metto a disposizione, sapete come sono fatto, l’ho sempre detto, sia se giocherò o meno, il mio atteggiamento sarà sempre lo stesso; prima vengono gli uomini e poi i calciatori e, visto anche il mio passato, i campionati si vincono più con gli uomini che con i calciatori».


