Un ragazzo, classe 2004, originario di Valdagno, che in questo avvio di stagione ha conquistato il Lane con la sua qualità e personalità: «Quando vengo chiamato in causa cerco di giocare senza paura e senza pensare troppo – detto Giulio Pellizzari a Rigorosamente Calcio, trasmissione di TvA -. L’esordio? Ovviamente non me l’aspettavo ed è stata un’emozione indescrivibile: pensatevi, io sono arrivato qui a Vicenza a 10 anni, ho fatto tutta la trafila qui, sono stato due anni in prestito e poi tornare andando in campo dal 1′ alla prima giornata con quella coreografia e quel pubblico…è stato incredibile». La mezzala biancorossa è uno degli esempi di quanto il settore giovanile del Vicenza negli ultimi anni stia lavorando nella giusta direzione: «Siamo tanti ragazzi in prima squadra che escono dal vivaio e tanti altri sono andati in club di A e B: è merito dei tecnici, dei direttori, che devono essere ringraziati per quello che fanno».
Gli infortuni e i suoi idoli
Una giovanissima carriera, in cui però Pellizzari ha dovuto superare alcuni ostacoli tra cui uno stop per un problema cardiaco e un’operazione all’anca: «Il problema al cuore? Ero molto piccolo ed è stato fondamentale l’aiuto dei miei familiari e degli amici più stretti. E ringrazio anche mister Zanini: l’anno scorso quando sono arrivato alla Dolomiti ero reduce da un’operazione, un momento non facilissimo, lui ha saputo aspettarmi e motivarmi». Mezzala tra i grandi, play tra i “baby”: «Nel settore giovanile ho sempre fatto il mediano, ma credo che il ruolo di mezzala sia quello in cui posso dare di più. Idoli? Scott McTominay e Kobe Bryant, a lui mi ispiro dal punto di vista della mentalità. L’obiettivo? Arrivare più in alto possibile, ma ora devo rimanere concentrato su questa stagione e sicuramente un aspetto da migliorare è l’efficacia sotto porta».



Bravo bocia….. allenati contro ardore sempre…..