Tesser-Triestina: nuova sfida dopo altri 3 punti di penalizzazione. Il tecnico è tornato sulla panchina dell’Alabarda e queste sono le sue parole.
«Torno a casa, nel luogo da cui quattro mesi fa siamo usciti tra gli applausi per aver salvato la squadra. Mi è stato chiesto se me la sentissi di riprendere e ho risposto subito di sì. La Triestina è una società a cui sono profondamente legato, per la quale nutro un grande affetto. Rientro con tanta motivazione ed entusiasmo, pienamente consapevole della grande sfida che ci aspetta.
Il presidente mi ha trasmesso tutta la sua volontà di costruire qualcosa di importante per questo club, e questo mi ha convinto ulteriormente. Non ho ancora avuto modo di vedere la Triestina in campo, ma in questi due giorni analizzerò tutte le partite disputate finora. So che servirà elasticità, anche perché abbiamo diverse assenze pesanti: mancano giocatori importanti a destra e anche un centrale. Vedremo come reagirà la squadra ai primi concetti che cercherò di trasmettere e decideremo di conseguenza come muoverci.
Attualmente abbiamo quattro o cinque infortunati, oltre a Silvestri. Quanto fatto fino ad oggi è positivo, ma non basta: bisogna continuare a crescere e alzare ulteriormente il livello. È una situazione diversa rispetto a quella dello scorso anno, e ai ragazzi ho voluto fare i complimenti per il lavoro svolto fin qui, perché è stato davvero notevole. Tuttavia, il percorso non è concluso: ciò che è stato fatto finora non è sufficiente, dobbiamo dare ancora di più.
Serve fiducia, temperamento e la mentalità di chi vuole migliorarsi ogni giorno con continuità. Dobbiamo essere consapevoli delle difficoltà, senza guardare troppo lontano ma concentrandoci su ogni singola partita. Non dovremo abbatterci nei momenti complicati, ma restare uniti, soffrire insieme e credere nel nostro obiettivo comune, che è rappresentato dalla maglia che indossiamo. Sempre avanti, con grande umiltà ma anche con forte convinzione, a partire dallo spogliatoio.
Nel decidere di accettare questa opportunità, ha certamente inciso il cambio di rotta voluto dalla società. Non avevo mai avuto problemi con nessuno e già quest’estate avevo dato la mia disponibilità a tornare, dopo essere stato contattato. Con l’attuale proprietà ci siamo sentiti due volte e incontrati una: ci vorrà tempo per conoscersi bene, ma mi è stata trasmessa fiducia non solo a parole, bensì con i fatti, offrendo non solo un incarico ma un vero progetto concreto».


