Settant’anni vissuti in grande stile, con una mente visionaria e un’azienda che è diventata una multinazionale della moda. Renzo Rosso, dopo la festa per i suoi 70 anni, ha presentato il suo libro “Seventy” a Palazzo Roberti. A raccontare la serata è stato il Giornale di Vicenza, con Marino Smiderle, direttore del quotidiano locale, che ha intervistato l’imprenditore e, naturalmente, s’è parlato anche di pallone: «Prima con il Bassano e ora con il Lane ho sempre fatto in modo che nei settori giovanili non ci fossero campanilismi tra società principale e paesi limitrofi. Ho investito molto e confesso che non è facile sentirsi insultati o addirittura minacciati morte via social. E il resto dei rimproveri me li prendo poi a casa da mia moglie e da mia figlia», ha detto il patron del Vicenza.
Le radici del patron del Vicenza Renzo Rosso
«Sono nato in Veneto e qui ho iniziato la mia attività. Ho portato i professionisti nel vicentino, poi mi sono spostato, ma non ho mai potuto abbandonare le mie origini, la mia gente», ha sottolineato il patron biancorosso. Non solo, tra i suoi “ispiratori”, due uomini importanti: «Mio padre e il Dalai Lama mi hanno insegnato a restituire parte della fortuna che ho avuto nella mia vita. Ma anche nella solidarietà serve un approccio imprenditoriale – ha proseguito -. Sono nato in una fattoria e i miei genitori mi hanno insegnato a voler bene alla gente e a dividere i prodotti dell’orto con loro. Sono orgoglioso di essere veneto, di parlare dialetto in fabbrica e di tornare a dormire a Bassano tutte le volte che posso e mi dispiace avere poco tempo per fermarmi a parlare con la gente».



Grande PRESIDENTE sia imprenditoriale sia sportivo.
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