Non c’è pace in casa Triestina: il club alabardato è finito nel mirino del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Trieste. Nella giornata di mercoledì 4 febbraio la sede della società è stata perquisita e sono stati sequestrato documenti, file e dispositivi. Secondo Il Piccolo la società sarebbe stata usata per riciclare soldi, a fronti di conti in rosso e una montagna di debiti. Sotto la lente d’ingrandimento dei militari ci sarebbero finanziamenti anomali per 40 milioni di euro, secondo quanto riportato dalla testata locale.
Caos Triestina, c’è anche lo spettro del fallimento
Sono 15 le persone indagate dalle Fiamme gialle per riciclaggio, reati societari e tributari e si parla di un giro di fatture false per oltre 900 mila euro. Tra queste ci sarebbero gli amministratori che negli ultimi anni hanno guidato il club, sia canadesi che americani. Le tre compagini societarie coinvolte sono Atlas Consulting, Lbk Triestina Holdings e il finanziatore di riferimento di House of Doge. E dunque ora si teme per il futuro del club alabardato.
La nota stampa del club
In relazione alle notizie a mezzo stampa della giornata di ieri, l’US Triestina Calcio 1918 s.r.l. tiene a precisare di essere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, al fine di offrire ogni collaborazione e chiarimento utile per l’accertamento della legittimità dell’operato dell’attuale gestione del club. Queste le parole utilizzate sui propri canali dal club a commento di quanto accaduto.


