Zamuner : “La B è un campionato difficile e in queste cinque partite lo abbiamo capito”

Ecco la lunga analisi del ds Giorgio Zamuner ai microfoni di Speciale Serie B

Tanti i temi toccati dal ds del Lane, Giorgio Zamuner, intervistato alla trasmissione “Speciale Serie B“. Una disamina attenta e lucida sulle difficoltà del nuovo campionato, la Serie B, passando per l’arrivo dei giovani, il mercato e il lavoro di mister Gallo. Andiamo a leggere integralmente le sue dichiarazioni: “Siamo un po’ rammaricati perché potremmo avere un paio di punti in più però sappiamo che il campionato è difficile, bisogna avere equilibrio e quindi andiamo avanti con la barra dritta.

Come tutte le neopromosse abbiamo come obiettivo primario la salvezza anche se abbiamo una proprietà ambiziosa, una piazza molto calda con dei numeri altissimi, però devi avere i piedi per terra a sapere che la serie B è un campionato difficile. E in queste cinque partite lo abbiamo un po’ pesato sulla nostra pelle, perché abbiamo commesso delle ingenuità e potevamo fare qualche mezzo qualche risultato in più. Io mi sento di dire che siamo in linea con quello che dobbiamo fare, dobbiamo essere tranquilli, sereni, non abbassare la guardia sapendo che il campionato è molto lungo.

Per riannodare i fili ci è voluto qualcosa in più, oppure la tensione è rimasta alta? Effettivamente noi abbiamo vinto il campionato il 16 marzo e abbiamo fatto un mese e mezzo dove era fatica stimolare i giocatori un po’ perché c’erano mille feste, un po’ perché non avevano l’obiettivo; a un certo punto avevamo provato a eguagliare il record del Catanzaro, ma avevamo troppe feste perché Vicenza veramente ha fatto l’anno scorso una cosa clamorosa e quindi è stato difficile. Questa potrebbe essere la lettura perché i giocatori sono stati fermi tanto tempo, parlo di quelli della passata stagione.

Io penso che sia giusto far giocare i ragazzi giovani, ovviamente se lo meritano; è un orgoglio se crescono nel settore giovanile perché è bello vedere anche agli altri ragazzi che si avvicinano al calcio che potrebbero avere la prima squadra come punto di arrivo. Noi abbiamo la fortuna di avere chi lavora sotto in maniera molto importante, anche quest’anno comunque ne abbiamo sei, sette, cresciuti nel vivaio; due giocano quasi titolari, tra un po’ secondo me potrebbe giocare anche il terzo. I numeri delle società che collaborano con il L.R. Vicenza nel territorio sono molti, hanno lavorato da tanti anni molto bene e adesso stiamo raccogliendo i frutti. È una società che comunque vuole far arrivare i ragazzi in prima squadra, a me piace far giocare i ragazzi giovani e quindi ci sono tutte le condizioni per poter proseguire.

Tendenzialmente mi piace andare a vedere le partite, e se vado a vedere una partita e mi innamoro di un giocatore non vado neanche più a vederlo perché secondo me quello è bravo e quindi mi rimane quell’impressione lì. Poi ovviamente ho tanti agenti, tanta gente che ti segnala dei giocatori e quindi non potendo andare da tutte le parti, cominci a guardarli un po’ a video e fai la scrematura. Se qualcuno mi colpisce in particolare vado a vederlo.

La partenza un po’ così balbettante può essere anche dovuta al fatto che avete completato il mercato nelle  ultimissimi ore? Mi piace un po’ andare controcorrente nel senso che sì effettivamente sono arrivati tre giocatori nell’ultimo giorno del mercato, però al tempo stesso dico non ci possiamo nascondere dietro ai risultati altalenanti perché tre giocatori sono arrivati l’ultimo giorno. È. chiaro che i tre ragazzi che sono arrivati, in queste queste tre settimane di sosta sicuramente alzano il livello della competitività e quindi dalla ripresa del campionato noi saremo a piano organico quindi si vedrà il vero valore della squadra. Però non mi nascondo dietro a queste cose, abbiamo sbagliato, dobbiamo essere bravi a capire perché abbiamo sbagliato, come correggere e lavorare sui difetti che abbiamo fatto vedere in queste cinque partite.

Merkaj era l’attaccante perfetto per la squadra? 
Mi sento di dire di sì, e non a caso l’abbiamo inseguito tutte l’estate e abbiamo avuto la fortuna e la bravura di aspettare l’ultimo giorno dove poi si sono incastrate le condizioni giuste e siamo riusciti a portarlo a casa.

Gallo è un ragazzo che ha personalità, un grande lavoratore e non si inventa niente di particolare; è un allenatore pratico che ama le cose pratiche cerca di raggiungere il risultato attraverso cose semplici.

Se perdo vado nello spogliatoio a parlare subito con l’allenatore? No. Io penso che finita una partita qualsiasi membro di quella squadra, a caldo potrebbe dire delle cose che un quarto d’ora dopo non pensa. Quindi preferisco tendenzialmente riguardarmi la partita il giorno dopo con calma e poi affrontare quello che secondo me sono state le difficoltà insieme con l’allenatore a mente fredda”.

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