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Diaw nel dopo-partita tra Vicenza e Lecce: “Al Menti l’apoteosi. Sono contento, tutti ci davano per morti”

Le parole dell’attaccante biancorosso, autore del momentaneo 1-1

Sono contento, era una partita difficile – ha detto Davide Diaw -, ci davamo tutti per morti visto che giocavamo contro la squadra probabilmente più forte del campionato. Siamo andati in svantaggio nonostante stessimo facendo la partita che dovevamo fare. Ci abbiamo creduto fino alla fine e siamo riusciti con la forza dei nervi e del cuore a ribaltarla.

Sull’episodio del rigore: “Ci ha dato speranza: sbagliato, ripetuto e segnato. Lì abbiamo capito che potevamo portarla a casa. Forse in quel momento lì la forza della disperazione e le motivazioni ci hanno dato la carica per riprenderla. Meggio aveva preso il rigore e voleva tirarlo lui, poi dopo che ha sbagliato ho preso io la palla. Ma tra di noi non c’è nessun problema, anzi”.

Ora lo sguardo è già proiettato sul match di venerdì 6 maggio contro l’Alessandria: “Sappiamo che dobbiamo vincere, ma è tutto il campionato che ogni partita è l’ultima spiaggia. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, con grande motivazione e voglia di vincere. Anche loro si giocheranno tutto, quindi sarà difficile e chi avrà più fame probabilmente riuscirà ad uscire vincitore. Sarà una partita diversa dall’andata, c’è tanto in ballo. Dobbiamo essere bravi a tenere i nervi saldi e sfruttare ogni episodio senza concederne”.

Diaw ha commentato anche lo spettacolo dei tifosi biancorossi al Menti: “Non c’è niente da dire: il Menti vuoto l’ho visto solo ad inizio campionato quando la Curva ha deciso di non venire per il discorso Covid. Poi in tutte le partite in casa c’è sempre stata tanta gente. Contro il Lecce è stata l’apoteosi e se anche loro ci danno una mano, visto che comunque la situazione di classifica è complicata, se tutti remiamo dalla stessa parte per la salvezza questo pubblico può darci sicuramente qualcosa in più”.

Riguardo la sua posizione in campo Diaw ha detto: “Prima con mister Brocchi e ora con Baldini non è un problema se faccio la prima punta da solo, se giochiamo a due o faccio l’esterno. In questo momento non c’è tempo per badare ai propri capricci: davanti va messo il bene della squadra. Dove devo giocare gioco e cerco di fare il meglio”.

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