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Baldini: “Voglio giocatori che vogliono rimanere a Vicenza per riportarlo dove merita”

In una lunga conferenza stampa il tecnico biancorosso ha parlato di quello che è stato e di quello che sarà il suo Lane

La soddisfazione di essere rimasto e di essere al centro di questo progetto è tanta, naturalmente in contrapposizione con quello che è successo qualche settimana fa – ha esordito Baldini -. Nonostante io non sia a Vicenza da tanto tempo la retrocessione me la sento addosso, come la società“.

Vogliamo cominciare la nuova stagione e poter rendere al meglio dall’inizio. C’è il rammarico di essere arrivati ad un passo dall’obiettivo: dopo la partita di Perugia sembrava quasi impossibile, anche negli occhi dei ragazzi e dell’ambiente in generale. Siamo stati bravi a costruirci questo sogno, che purtroppo a Cosenza si è infranto: quando abbiamo preso gol nei ragazzi è tornato fuori tutto quello che è successo in stagione“.

Sul nuovo capitolo della sua esperienza a Vicenza il tecnico ha detto: “Partirà da un confronto in cui avremo tutti voce in capitolo: tutti abbiamo il diritto di voler far bene e di portare a Vicenza giocatori che onoreranno questa gloriosa maglia al 110%. Un lavoro che faremo in simbiosi con tutta l’area tecnica, non c’è uno che prevale sull’altro, quello che deve prevalere è il bene del Vicenza. Cercheremo di mettere insieme una squadra che abbia determinate caratteristiche: credo che il Lane debba avere un’identità precisa. I giocatori devono capire che qui si va forte: sul campo, dal punto di vista dell’intensità, ma anche fuori, essendo consapevoli di dove siamo a giocare, per cosa giochiamo. Non ci può essere uno che pensa di fare il solitario. Su questa identità partiremo dalla scelta degli uomini prima che dai giocatori. L’identità precisa in campo sarà mio dovere darla, ma a Vicenza si ama chi lotta, chi dà tutto, più di chi fa tunnel“.

Riguardo alla percentuale di giocatori che rimarranno Baldini non si è nascosto: “Sono valutazioni che stiamo facendo. Sicuramente qualcuno rimarrà: sono giocatori che per caratteristiche in primis di temperamento, di voglia di emergere, di agonismo sono quello che vogliamo. Penso ci sia tanto da cambiare, non tanto per il valore dei singoli, ma perché una retrocessione lascia sempre delle scorie e quindi bisognerà ragionare molto bene, e lo faremo“.

Abbiamo visionato i ragazzi che rientravano dai prestiti, una cosa organizzata dall’area tecnica, credo molto intelligentemente: è una delle prime volte che succede – ha continuato -. Quando me l’hanno proposto sono stato molto contento di affrontare questi due giorni di stage, abbiamo fatto rientrare la maggior parte dei giocatori che io non conoscevo perché erano in prestito e ringrazio i ragazzi che si sono messi a completa disposizione. Qualcuno si è messo più in mostra di altri, quindi ora ci rifletteremo“.

Sui giovani che ha incontrato a Vicenza il tecnico ha detto: “Ho avuto pochissima possibilità di vedere Mancini e Sandon a causa degli infortuni: il primo ha fatto qualche giorno con la squadra, il secondo nemmeno uno, quindi dovrò rivederli. Quello che ho visto meglio è Alessio, ed è un giocatore che mi piace e sicuramente verrà con noi in ritiro e lo terrò in grande considerazione, perché è forte. Giovane, e quindi che ha bisogno di lavorare tanto“.

Idee chiare per mister Baldini sulle caratteristiche che deve avere chi arriverà in casa Lane: “Voglio giocatori che vogliono rimanere a Vicenza per riportarlo dove merita. Chi ha il minimo dubbio è lecito che faccia altre scelte, con me avrà molta difficoltà. Ho bisogno di gente che vada forte ogni allenamento. Non voglio partire con l’intenzione di litigare con qualcuno: stiamo lavorando su chi non vede l’ora di venire qui e per ultimo chiede quanto guadagnerà, perché è importante anche il guadagno visto che è il nostro lavoro, ma la priorità è la voglia di giocarsi qualcosa di importante“.

Sul modulo: “Ci sono dei moduli adatti per coprire tutto il campo e andare a pressare in avanti, quindi siamo sempre alla ricerca di questi, che ci permettano di andare in avanti, uomo contro uomo. Mi piace che la mia squadra abbia una reazione immediata quando si perde palla. Per questo voglio giocatori con l’aggressività nel DNA“.

Vandeputte è un giocatore di cui ho una grande stima – ha continuato -. Ci ho giocato contro tre volte, una anche in Coppa. Ha fatto una stagione importante e assolutamente rientra nei miei piani, poi bisogna vedere se noi rientriamo nei suoi. Se rimarrà a Vicenza è perché vorrà veramente rimanerci“.

Sugli altri giocatori accostati ai colori biancorossi Baldini si è espresso così: “Cataldo si è allenato con noi nell’ultimo mese, lo conosco dall’Under 17 a Roma, con cui è stato campione d’Italia. Il classico play, sa molto bene costruire, anche d’interdizione. Un ragazzo del 2001 su cui il Vicenza ha fatto molto bene a puntare, così come su Greco. Rossini l’anno scorso a Catania ha fatto molto bene, posso dire solamente questo, al momento non ho notizie di una trattativa con lui”.

Incedibili non ce ne sono, per vari motivi. Abbiamo l’idea di qualche giocatore che può rimanere, ma non abbiamo ancora parlato con nessuno. Anche oggi abbiamo riunione: la verità è che mi sono preso qualche giorno di stacco, abbiamo già parlato dei concetti su cui andare a cercare i giocatori, ora inizieremo dai nostri“.

Il tecnico ha poi ribadito la sua assoluta fiducia nell’area tecnica: “Faccio l’allenatore perché amo follemente quel rettangolo verde: nel calcio non avrei potuto fare altro. Ho fiducia massima in Balzaretti e Vallone, conoscono molto bene le mie idee, non abbiamo bisogno di “liste della spesa”, ma di caratteristiche. Vi assicuro che la loro conoscenza dei giocatori è altissima, qualcuno lo conosco anche io anche a livello caratteriale, ma la collaborazione è totale sotto tutti i punti di vista. Non sono un allenatore che fa mercato, mi fido ciecamente di chi fa questo lavoro“.

Si è parlato anche di passato e di una stagione che, personalmente, per Baldini è stata tutt’altro che semplice: prima il fallimento del Catania e poi la retrocessione del Vicenza. “Se ci fossimo salvati avrei potuto scrivere un libro sulla scorsa stagione, perché è stata veramente interessante. Intanto, esclusi settori giovanili e i due anni di D, penso sia la prima volta che mi capita di partire lavorando con una società forte e seria. Sono molto contento di aver fatto le esperienze a Trapani, Catania e Lucchese, società dove nel giro di poco tempo si è arrivati al fallimento: mi hanno formato tantissimo come uomo e come allenatore. Gestire situazioni come queste ti fa crescere. Ora mi trovo in un club serio che ha un obiettivo preciso: riportare il Vicenza dove merita e ne sono molto felice“.

Il tecnico è poi tornato a parlare dei singoli: “Greco è un capitale della società a tutti gli effetti: Balzaretti e Vallone sono venuti una volta a Catania e abbiamo parlato di lui. Dobbiamo essere bravi a non caricarlo di troppe responsabilità, può fare diversi ruoli: è un jolly, e averlo è una fortuna per un allenatore. Nella sua vita penso che gli manchi di fare il portiere, per il resto li ha fatti tutti. è un giocatore a tutti gli effetti integrato nella squadra della prossima stagione“.

Sull’inizio della prossima stagione Baldini ha detto: “Intorno all’11 luglio ci ritroveremo per fare quattro/cinque giorni di lavoro nel nostro centro per poi partire in ritiro. Io sono uno che il prima possibile vuole arrivare a regime“.

Inevitabile tornare a parlare di quegli ultimi 90′ che hanno infranto il sogno di tutto il popolo biancorosso: “Non è stato semplice smaltire la retrocessione: io sono uno che si concentra su quello che si poteva fare meglio. Il rammarico è non essere arrivato leggermente prima. Lontano da me giudicare il lavoro dei mister che ci sono stati prima, credo che abbiano fatto il massimo. Ma mi sarebbe piaciuto lavorare un po’ di più con questi ragazzi. Un altro è di non essere riusciti a sbloccare la partita nel primo tempo a Cosenza: sarebbe cambiato tutto. E infine c’è quello di non aver avuto il tempo nella ripresa di sedermi in panchina e fare qualcosa, perché ce l’avevo in testa. Nel momento in cui mi sono reso conto che Bisoli si era messo con due attaccanti e un trequartista ho fatto immediatamente scaldare Zonta. Ai giocatori gliel’ho detto a fine partita: se avessimo passato i primi cinque minuti noi saremmo arrivati in fondo“.

A me piacciono le responsabilità: non mi piace essere arrivato a sei partite dalla fine ed esser stato facilitato rispetto a chi mi ha preceduto. Sono pronto a pagare per qualsiasi errore, ma ho la convinzione di poter far vedere le caratteristiche che devono avere i giocatori della squadra il prossimo anno. Gli parlerò prima e tutti saranno protagonisti. Io tendo a creare un gruppo di ventiquattro protagonisti, ognuno per quello che gli compete“.

Sulla fiducia che è riuscito, pur in poco tempo, ad avere dai tifosi, Baldini ha detto infine: “Sicuramente i risultati hanno fatto tanto, ma credo che il merito sia della compattezza che abbiamo ritrovato dopo Perugia. Dentro lo spogliatoio, tra lo staff, poi quando fai i risultati c’è sempre anche un pizzico di fortuna, però, veramente, gli occhi dei ragazzi sono cambiati, per quello il mio rammarico di non essere arrivato prima. Io sono convinto che questo gruppo, a rimanere bassi, poteva avere 8 punti in più“.

 

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