Moncini: “Ho passato quasi tutta la mia carriera in B, ma la Serie A è ancora un obiettivo”

Ecco le dichiarazioni di Gabriele Moncini, attaccante biancorosso, ospite a Rigorosamente Calcio

In una lunga intervista concessa alla trasmissione “Rigorosamente Calcio“, Moncini ha parlato degli obiettivi, personali e legati al Lane, di questa stagione. Non ha nascosto, inoltre, di sognare ancora il ritorno in Serie A, magari proprio con il Vicenza.

Andiamo a leggere integralmente la trascrizione della sua intervista: ”Diciamo che praticamente quasi tutta la mia carriera l’ho passata in B, quindi ormai sono etichettato come giocatore di categoria.

Merkaj è stato un acquisto per fare reparto, sappiamo tutti quello che è successo a Tsajoudt purtroppo e soprattutto è un attaccante che mi sembra abbia caratteristiche diverse da quelle che avevamo già: sembra una classica prima punta ma in realtà è uno a cui piace andare in giro per l’attacco a creare l’occasione. Per me è anche un assist man, è un ragazzo per bene un grande lavoratore, quindi si è messo a disposizione e si è integrato benissimo all’interno di questo gruppo. 
Giocato insieme? No, mai insieme ci ho giocato spesso contro.

Carichi pesanti?  Si però credo sia anche giusto, quando ti mancano i novanta minuti della partita in qualche modo devi sostituirli. Abbiamo fatto un programma come la stra grande maggioranza delle altre squadre. 

Quest’estate mi sono sentito voluto, soprattutto dal direttore Zamuner, che mi ha convinto subito. Non siamo un gruppo di prime donne e ho cercato di entrare in punta  dei piedi, mi sento importante quanto basta.

Noi esperti dobbiamo prendere delle responsabilità, non a parole ma durante la settimana e durante la partita. Credo che i giovani debbano essere valorizzati anche da noi, non solamente dalla società e dobbiamo essere bravi a levarli un po’ di responsabilità di dosso e ha prendersele noi.

Ho fatto magari un po’ fatica il primo mese a livello fisico, perché insomma i carichi di lavoro erano importanti, però adesso sto bene e diciamo che credo che una palla un cross ti possa cambiare la stagione o addirittura la carriera.

 Arriva prima l’istinto o il lavoro ? Ma sicuramente c’è anche il lavoro in settimana, però quando passa una palla in area di rigore, credo che almeno per me, sia al 90% istinto.

La capacità di adattamento è molto importante, soprattutto per un giocatore come me. Non sono un giocatore che va a prendersi la palla, magari salta due uomini non è nelle mie corde, quindi devo adattarmi a come crossa un compagno, come crossa un altro compagno, come gioca il mio compagno di reparto, però credo che in questo sono molto bravo e quindi è molto importante.

La serie A è ancora un obiettivo. I primi anni in serie A quando ero giovane, onestamente non ero pronto mentalmente e fisicamente, invece l’anno di Benevento sentivo di essere pronto e purtroppo un infortunio proprio sul più bello, quindi il rimpianto c’è ancora però insomma l’obiettivo è sempre quello. 
Magari posso dare io una mano al L.R. Vicenza a tornare in serie A e il Lane può può dare una mano a me in questo sogno.

A livello numerico non prometto niente, ma prometto che darò il massimo fino alla fine ogni partita in cui sarò chiamato. A livello personale credo che insomma il mio obiettivo sia la doppia cifra, per un attaccante la doppia cifra credo che sia il coronamento di tutto il lavoro fatto durante l’anno.“

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